Come Proteggersi dall’Ictus: il Ruolo Nascosto della Vitamina B12
Feb 12, 2026
Una carenza di vitamina B12 è molto più comune di quanto si pensi, soprattutto negli anziani. Ed è paradossale, perché parliamo di una vitamina essenziale, vitale, e spesso sottovalutata proprio nel momento della vita in cui il corpo perde capacità di assorbirla.
Ancora più assurdo è che la B12 venga talvolta guardata con sospetto in alcuni contesti oncologici (non tutti per fortuna), quando in realtà la sua carenza è associata a conseguenze neurologiche e vascolari potenzialmente gravi.
Tra queste, una delle più importanti è l’aumento del rischio di ictus ischemico.
E qui bisogna essere molto chiari: non stiamo parlando di ipotesi vaghe. Ci sono meccanismi biologici solidi, replicati e coerenti con ciò che vediamo clinicamente.
🧬 Omocisteina: il collegamento più forte e dimostrato
La vitamina B12 è necessaria per convertire l’omocisteina in metionina, un passaggio fondamentale del metabolismo metilante.
Quando la B12 è bassa, questo processo rallenta o si blocca.
Risultato: l’omocisteina sale.
E l’iperomocisteinemia è considerata un fattore di rischio indipendente per ictus ischemico.
Perché è pericolosa?
Perché l’omocisteina non è solo un “numero alto” sul referto: è una molecola che, quando si accumula, diventa tossica per i vasi sanguigni.
I principali meccanismi noti includono:
-
danno endoteliale (cioè danno diretto alla parete interna dei vasi)
-
aumento dello stress ossidativo
-
riduzione della funzionalità dell’ossido nitrico (NO)
-
aumento della trombogenicità, cioè maggiore tendenza alla formazione di coaguli
Questo è uno dei collegamenti più solidi in assoluto tra una carenza vitaminica e un evento vascolare.
🫀 Disfunzione endoteliale: quando i vasi perdono elasticità
L’endotelio è un organo vero e proprio. È lo strato interno dei vasi sanguigni e determina:
-
elasticità vascolare
-
risposta infiammatoria
-
capacità di dilatazione
-
capacità di mantenere il sangue fluido e non coagulato
Quando la B12 è bassa, e soprattutto quando l’omocisteina è alta, l’endotelio perde efficienza.
Questo si traduce in:
ridotta biodisponibilità di ossido nitrico, rigidità vascolare, peggior vasodilatazione.
In parole semplici: i vasi diventano più rigidi, più infiammati, e meno capaci di adattarsi.
E questo favorisce eventi ischemici.
🔥 Infiammazione vascolare: quando il sangue entra in modalità “trombo”
Quando l’omocisteina resta alta e la B12 resta bassa per mesi o anni, il sistema vascolare entra in uno stato di irritazione cronica.
Questo stato attiva vie infiammatorie profonde come:
-
NF-κB
-
citochine pro-infiammatorie
-
assetto pro-trombotico cronico
E qui è fondamentale capire una cosa: l’ictus ischemico non arriva quasi mai come un fulmine a ciel sereno.
È spesso la conseguenza finale di un ambiente interno già alterato: infiammazione, rigidità vascolare, sangue più denso, endotelio danneggiato, microcoagulazione.
La carenza di B12 contribuisce a creare esattamente questo terreno.
🧠 Effetti neurologici diretti: non solo vasi, ma anche cervello
La B12 non serve solo al sangue.
Serve anche al cervello, e in modo critico.
Una carenza prolungata altera:
-
la mielinizzazione
-
l’integrità della sostanza bianca
-
la funzione neuronale e la trasmissione elettrica
Questo non significa che “la B12 causa direttamente l’ictus”, ma significa una cosa ancora più importante:
se il cervello è già impoverito e meno protetto, diventa più vulnerabile ai danni ischemici e recupera peggio dopo l’evento.
Molti casi di “declino cognitivo inspiegabile” negli anziani sono in realtà un mix di microischemie, infiammazione e carenze nutrizionali croniche, tra cui la B12 è una delle più frequenti.
🧬 MTHFR e folati: quando il rischio si amplifica
Se una persona ha varianti MTHFR, oppure folati bassi, la carenza di B12 diventa ancora più pericolosa.
Perché?
Perché in quel contesto la metilazione è già rallentata, e l’omocisteina ha ancora più difficoltà a rientrare nel ciclo.
Quindi la carenza di B12:
-
amplifica l’iperomocisteinemia
-
peggiora la disfunzione vascolare
-
aumenta il rischio trombotico e infiammatorio
Questo spiega perché alcune persone con MTHFR, anche giovani, possono avere omocisteina alta e sintomi neurologici nonostante una dieta apparentemente “buona”.
🥩 Dove si trova la vera B12 biodisponibile (quella che funziona davvero)
La vitamina B12 attiva è prodotta dai batteri e si accumula nei tessuti animali. Questo significa che le fonti realmente affidabili sono quasi esclusivamente di origine animale.
E qui bisogna anche essere chiari: non è una questione ideologica, è biochimica.
I migliori alimenti in assoluto, per densità e biodisponibilità, sono:
🥩 Fegato (bovino e di agnello)
È il campione assoluto. Piccole quantità coprono facilmente il fabbisogno settimanale. La B12 è in forma naturale, altamente assimilabile e legata a nutrienti sinergici. Comodo da usare come integratore.
🦪 Ostriche e molluschi
Altissima concentrazione, ottima biodisponibilità e, in più, forniscono zinco, rame e iodio, minerali che sostengono anche la funzione tiroidea e immunitaria. Disponibile anche come integratore.
🐟 Pesce azzurro e pesce selvatico (sardine, sgombro, salmone selvaggio)
Ottima B12, ottimi omega 3, e spesso più facile da digerire rispetto alla carne per chi ha poca acidità gastrica.
🥩 Carne rossa grass-fed
Non è la fonte più concentrata, ma è una fonte stabile, costante, e se consumata regolarmente mantiene livelli più solidi nel tempo.
🥚 Uova (tuorlo)
Quantità moderate ma altamente biodisponibili, soprattutto se le uova sono di alta qualità e non industriali.
🧀 Latticini interi fermentati
Formaggi stagionati e yogurt intero possono contribuire, ma la quantità è inferiore. Rimangono utili come supporto, se ben tollerati.
⚠️ Il problema delle fonti vegetali: perché non sono affidabili
Alghe, spirulina, chlorella, tempeh e fermentati vengono spesso citati come fonti di B12, ma nella pratica non sono affidabili.
Il motivo è che contengono spesso analoghi inattivi, cioè molecole simili alla B12 ma biologicamente inutili.
E il problema peggiore è che questi analoghi possono anche interferire con il metabolismo della vera B12, creando una falsa illusione di “assunzione adeguata”.
In altre parole: puoi pensare di assumere B12, ma restare carente.
🧠 Assorbimento: il vero collo di bottiglia
E ora arriviamo al punto più importante.
Perché la carenza di B12 negli anziani è così comune anche se mangiano carne o uova?
Perché il problema spesso non è l’introito.
È l’assorbimento.
Per assorbire correttamente la B12 servono almeno tre condizioni fondamentali:
-
acido cloridrico adeguato
-
fattore intrinseco gastrico
-
intestino non infiammato
Se uno di questi tre elementi manca, la B12 passa attraverso il tratto digestivo senza essere realmente utilizzata.
Ed è per questo che la carenza è frequente in chi ha:
-
gastrite cronica
-
disbiosi intestinale
-
uso di antiacidi o IPP (omeprazolo e simili)
-
Helicobacter pylori
-
infiammazione intestinale
-
età avanzata con ipocloridria fisiologica
Quindi è possibile essere carenti anche mangiando “bene”.
Ed è anche per questo che alcuni soggetti con carenza di B12 presentano sintomi neurologici e vascolari senza che nessuno colleghi immediatamente il problema alla digestione.
Perché la B12 è una vitamina che non perdona: se non la assorbi, il corpo la perde lentamente, e quando emergono i sintomi spesso la carenza è già presente da anni.
🧠 Segnali di scarso assorbimento: quando la B12 scende anche se mangi bene
Uno degli errori più comuni e pensare che la vitamina B12 sia un problema solo di dieta.
In realtà, per moltissime persone (soprattutto sopra i 55-60 anni), il problema principale non è "mangio poca B12", ma non la assorbo.
E questo è il motivo per cui alcune persone possono mangiare carne, uova e latticini regolarmente, ma avere comunque una carenza progressiva.
I segnali più frequenti includono:
stanchezza cronica anche dopo sonno sufficiente, difficoltà a concentrarsi, nebbia mentale, memoria debole, umore basso o irritabilità, ansia inspiegabile, sensazione di essere "meno lucidi", formicolii a mani e piedi, intorpidimento, scosse elettriche leggere, instabilità nel cammino, vertigini, lingua rossa o che brucia, afte ricorrenti, pallore e fiato corto.
Molte persone interpretano questi sintomi come "età", stress o semplicemente stanchezza. Ma spesso dietro c'è una carenza lenta di B12 che non viene mai riconosciuta.
Ed è importante capire un concetto:
una carenza di B12 può iniziare a danneggiare il sistema nervoso molto prima che compaia l'anemia.
Quindi aspettare di vedere anemia è spesso troppo tardi.
🧪 Esami: perchè molte persone vengono rassicurate erroneamente
La vitamina B12 viene quasi sempre misurata nel sangue con un esame chiamato "B12 sierica".
Il problema è che questo valore non sempre rappresenta la reale disponibilità della vitamina nelle cellule.
Una persona può avere B12 "nel range" ma essere comunque carente a livello funzionale.
Questo succede perchè il sangue è solo un canale di trasporto. La vera domanda è:
la B12 entra nelle cellule? E viene usata correttamente?
Ecco perchà, quando si vuole essere davvero precisi, bisogna guardare anche altri marker.
🧬 Omocisteina: un indicatore molto utile, ma non perfetto
L'omocisteina è uno dei marker più importanti quando si parla di B12 e rischio vascolare.
Se è alta, spesso indica un blocco nel ciclo metilante.
Tuttavia, non indica solo carenza di B12.
L'omocisteina può aumentare anche con:
folati bassi, vitamina B6 bassa, ipotiroidismo, insufficienza renale, stress cronico, infiammazione sistemica.
Quindi è un marker potente, ma va interpretato nel contesto.
Se una persona ha omocisteina alta e B12 bassa o medio-bassa, la probabilita di carenza funzionale diventa molto alta.
🧪 MMA (Acido metilmalonico): il test piu specifico
Se vuoi capire davvero se la B12 sta funzionando nelle cellule, uno dei test più affidabili e l'acido metilmalonico (MMA).
Quando manca B12, il metabolismo degli acidi grassi e di alcune vie mitocondriali rallenta e l'MMA tende ad aumentare.
Quindi:
MMA alto = segnale molto forte di carenza reale di B12.
Molti esperti considerano la combinazione MMA + omocisteina uno dei modi migliori per valutare la B12 funzionale.
🩸 Attenzione: B12 "normale" non significa B12 ottimale
Qui entra un concetto fondamentale.
I range di laboratorio sono spesso costruiti su medie di popolazione.
Ma se la popolazione è già carente, anche il range diventa ingannevole.
Quindi è possibile avere un valore nel range, ma già insufficiente per un cervello anziano, per un sistema nervoso vulnerabile o per una persona con omocisteina alta.
Ecco perchè molte carenze di B12 vengono ignorate per anni.
💊 Perche alcuni integratori funzionano e altri no
Quando una persona scopre di avere B12 bassa, la prima cosa che fa e comprare una compressa.
E spesso non succede nulla.
Questo non significa che la B12 non funzioni.
Significa che non sta entrando dove serve.
La B12 è una vitamina particolare. L'assorbimento dipende da:
acidità gastrica, enzimi, fattore intrinseco, integrità intestinale.
Se uno di questi anelli è debole, la compressa puù diventare quasi inutile.
In questi casi, la differenza la fa:
la forma e la via di somministrazione.
🧬 Le forme di B12: non sono tutte uguali
L'articolo completo è riservato ai membri della nostra comunità online a cui puoi accedere cliccando qui (gratis per i primi 30 giorni), oppure puoi scoprire l’unica causa di qualsiasi sintomo, senza eccezioni, e di cui quasi nessuno parla!