Endotossine e Come Abbassare il Carico Infiammatorio nell’Intestino
Feb 06, 2026
Le endotossine sono molto più comuni di quanto si pensi, e sono presenti, in misura variabile, nella maggior parte degli esseri umani moderni.
Una quota di endotossine (LPS) entra infatti fisiologicamente ogni giorno dall’intestino, ed è parte del normale contatto tra microbiota e sistema immunitario. Il problema nasce perché, nella popolazione attuale, in una larga percentuale queste endotossine risultano cronicamente elevate.
Questo accade soprattutto in presenza di disbiosi, aumento della permeabilità intestinale, dieta moderna pro-infiammatoria, stress cronico, infezioni subcliniche persistenti, sedentarietà e alterazioni del sonno.
A livello indicativo, e senza valore diagnostico, praticamente tutte le persone sperimentano un aumento delle endotossine dopo pasti ad alto carico infiammatorio, fenomeno noto come endotossinemia post-prandiale.
Valori più elevati e persistenti sono molto frequenti in condizioni come IBS, obesità, diabete, PCOS, malattie autoimmuni e menopausa difficile, ma possono essere presenti anche in soggetti apparentemente magri e sani, soprattutto se stressati o con un intestino particolarmente reattivo.
La chiave non è quindi chiedersi se le endotossine siano presenti, ma se il corpo riesca a neutralizzarle e smaltirle in modo efficiente attraverso intestino, fegato, bile e sistema immunitario.
Se non ti ho catturato ancora tutta l'attenzione, le endotossine:
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creano e mantengono disbiosi (favoriscono i gram-negativi)
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aumentano la permeabilità intestinale (leaky gut)
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attivano il sistema immunitario innato (TLR4, citochine)
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bloccano i mitocondri e riducono la produzione di energia
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alzano cortisolo e adrenalina
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peggiorano la sensibilità insulinica
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interferiscono con tiroide e conversione T4-T3
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aumentano aromatasi e infiammazione estrogenica
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attivano microglia e neuroinfiammazione (ansia, brain fog)
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riducono la detossificazione epatica
Le endotossine non sono solo un problema intestinale, ma un amplificatore centrale di disfunzione metabolica, ormonale e neurologica.
E per completezza, ti passo gli effetti rilevanti che mancavano o erano solo impliciti nella lista precedente:
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Inibizione della motilità intestinale (ileo funzionale, stipsi alternata)
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Alterazione dei sali biliari (meno bile = più disbiosi = più endotossine)
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Riduzione dell’ossido nitrico fisiologico (peggiora microcircolo)
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Attivazione della coagulazione a basso grado (ipercoagulabilità subclinica)
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Riduzione della dopamina (fatica, anedonia, calo motivazionale)
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Interferenza con il ritmo circadiano (sonno frammentato)
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Ridotta risposta anabolica (perdita di massa muscolare)
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Aumento della ritenzione idrica infiammatoria
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Maggiore sensibilità a cibo, istamina e stress
Conclusione: finché le endotossine restano alte, qualsiasi intervento ormonale, metabolico o glicemico è instabile.
🧬 Cosa sono le endotossine
Le endotossine sono molecole tossiche di natura lipopolisaccaridica (LPS) che fanno parte della membrana esterna dei batteri Gram-negativi (come E. coli, Salmonella, ecc.).
Vengono rilasciate soprattutto quando questi batteri muoiono o si disintegrano, e non sono normalmente prodotte attivamente come le esotossine, ma fanno parte della struttura cellulare stessa del batterio.
Il lipopolisaccaride è composto da una componente lipidica (lipide A) responsabile degli effetti biologici e immunologici, e da una parte polisaccaridica che può variare tra specie batteriche.
Quando le endotossine entrano nel corpo, il sistema immunitario le riconosce come segnali di pericolo e scatena una forte risposta infiammatoria tramite recettori come il TLR4, con produzione di citochine e mediatori infiammatori.
In condizioni sperimentali o gravi infezioni, livelli elevati di endotossine nel sangue possono causare febbre, shock o risposte infiammatorie diffuse (endotossiemia).
In sintesi, sono componenti strutturali dei batteri Gram-negativi con un potenziale forte effetto pro-infiammatoriosull’organismo quando superano le difese fisiologiche.
🦠 L’intestino è il primo bersaglio, ma il danno è sistemico
Le endotossine nascono nell’intestino (batteri Gram-negativi) e agiscono per prime sulla barriera intestinale, aumentando permeabilità, infiammazione locale e disbiosi. In questo senso, l’intestino è il punto di origine e il primo bersaglio.
Detto questo, quando superano la barriera intestinale entrano in circolo e colpiscono soprattutto:
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fegato (che deve neutralizzarle e si infiamma)
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sistema nervoso (neuroinfiammazione)
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mitocondri (crollo energetico)
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sistema ormonale (cortisolo, tiroide, estrogeni)
Quindi il nostro obiettivo è bloccarlo all'origine, nell'intestino. Dal corso La Salute Isitintiva e Vera sappiamo che mangiare regolarmente le carote crude è un modo naturale ed efficace per mantenerle sotto controllo, ma a volte potrebbe non essere sufficiente, sopratutto nei casi cronici.
E qui entra in gioco Enterosgel.
🧪 Enterosgel: il “binder intelligente” che lavora nell’intestino
Enterosgel è un enterosorbente a base di silice, utilizzato da decenni in Russia, Ucraina ed Europa dell’Est per condizioni come tossiemia, intossicazioni alimentari e disbiosi intestinale.
A differenza di molti prodotti “detox” che agiscono attraverso il metabolismo sistemico, Enterosgel lavora localmente nell’intestino, dove assorbe fisicamente sostanze infiammatorie e tossiche, riducendo a monte gli effetti di endotossine e squilibri del microbiota.
Il suo principio attivo è il polimetilsilossano polidrato, un idrogel organosiliconico spesso descritto come una forma di silice idratata. Si presenta come gel o pasta, è inodore, insapore e di colore bianco-crema, facilmente miscelabile con acqua, succhi o altri liquidi.
Il nome commerciale più diffuso è Enterosgel. È importante chiarire che Polysorb non è lo stesso prodotto: si tratta di biossido di silicio colloidale, con caratteristiche e comportamento biologico diversi.
Ciò che rende Enterosgel unico è la sua struttura porosa tridimensionale, una sorta di “spugna molecolare” progettata per intrappolare preferenzialmente molecole grandi e infiammatorie, lasciando relativamente indisturbati nutrienti, vitamine e minerali.
🧲 Come funziona: assorbimento fisico, non chimico
Enterosgel non neutralizza chimicamente le tossine. Il suo meccanismo è puramente fisico: le sostanze indesiderate vengono intrappolate all’interno della matrice del gel e successivamente eliminate con le feci.
Tra ciò che tende ad assorbire troviamo endotossine batteriche (LPS), metaboliti microbici come ammoniaca, fenoli e indoli, prodotti di degradazione alimentare irritanti e una parte di xenobiotici come pesticidi e micotossine.
Riducendo questo carico nel lume intestinale, diminuisce anche la pressione infiammatoria su fegato, sistema nervoso, reni e metabolismo in generale.
Da qui nasce un aspetto pratico fondamentale: il timing conta.
Enterosgel funziona meglio quando è presente nell’intestino nei momenti di maggiore carico tossico, spesso tra i pasti o dopo l’uso di antimicrobici, quando aumenta la liberazione di endotossine.
🧱 Effetto sulla barriera intestinale
Rispetto al carbone attivo, Enterosgel risulta nella pratica più selettivo. Tende a legare soprattutto molecole infiammatorie di grandi dimensioni, con una minore tendenza a “trascinare via” nutrienti utili.
Abbassando la concentrazione di endotossine e irritanti nel lume intestinale, si riduce lo stress sulle tight junctions*, l’infiammazione dell’epitelio e l’attivazione immunitaria che porta all’aumento della permeabilità.
*le tight junctions sono strutture microscopiche di collegamento tra una cellula e l’altra, soprattutto nell’intestino, e ill loro compito è decidere cosa può passare e cosa no tra le cellule.
Questo effetto può essere potenziato, lontano dall’assunzione del gel, associando nutrienti strutturali come collagene o gelatina, glutammina e zinco carnosina, senza sovraccaricare l’intestino.
🦠 Disbiosi e sovracrescita batterica
Enterosgel non è un antibiotico e non uccide direttamente i batteri. Tuttavia rende l’ambiente intestinale meno favorevole alla disbiosi, perché rimuove endotossine, sottoprodotti batterici e substrati infiammatori che alimentano il circolo vizioso della proliferazione patogena.
Durante protocolli antimicrobici (p.es.Paravita e Microrganica) questo aspetto è particolarmente utile: riducendo la risposta infiammatoria da “die-off”, migliora la tolleranza e la continuità del trattamento.
Una metafora efficace è questa: gli antimicrobici sono la lancia, Enterosgel è la rete che raccoglie ciò che viene rilasciato.
Nei disturbi intestinali cronici è spesso sensato affiancare Enterosgel a una valutazione più mirata (come un test fecale avanzato), così da intervenire sulle cause specifiche e non solo sui sintomi.
🔥 Effetti antinfiammatori sistemici
L’azione antinfiammatoria di Enterosgel è in gran parte indiretta. Meno endotossine che attraversano la barriera intestinale significa meno segnalazione citochinica e meno infiammazione sistemica.
Clinicamente questo può riflettersi in un miglioramento di sintomi come nebbia mentale, stanchezza persistente, infiammazione cutanea, reazioni alimentari, dolori articolari, sensazione simil-influenzale cronica e, in alcuni casi, anche nel contesto di condizioni autoimmuni come la tiroidite di Hashimoto.
Per ottenere questi benefici è spesso più efficace usare dosaggi adeguati fin dall’inizio, evitando il microdosaggio nelle fasi acute, e curare attentamente idratazione ed elettroliti.
🧠 Intestino, fegato e metaboliti neurotossici
L’intestino è una fonte primaria di ammoniaca e metaboliti neurotossici. Legarli a livello intestinale riduce il carico sistemico e può supportare maggiore chiarezza mentale, soprattutto nei contesti di sofferenza epatica o encefalopatia epatica.
Enterosgel non sostituisce le terapie standard, ma può agire come supporto complementare.
In questi casi la motilità intestinale diventa cruciale: la stipsi peggiora l’accumulo di tossine, quindi idratazione e flusso biliare vanno sempre considerati.
🔗 Permeabilità intestinale (leaky gut)
Dal punto di vista meccanicistico, il modello è coerente: endotossine e metaboliti microbici aumentano la permeabilità; Enterosgel riduce il carico luminale; l’infiammazione cala; la funzione di barriera migliora.
Anche se gli studi clinici diretti sulle tight junctions sono limitati, la logica biologica e l’esperienza clinica vanno nella stessa direzione.
⚙️ Metalli pesanti e tossine
Enterosgel può legare una parte dei metalli pesanti presenti nel tratto gastrointestinale, soprattutto nel contesto di esposizione continua o di ricircolo enteroepatico. Non è un chelante profondo dei depositi tissutali, ma è utile per ridurre il riassorbimento e il carico intestinale.
Un’applicazione spesso sottovalutata riguarda il periodo post-antibiotico. Gli antibiotici possono aumentare il rilascio di endotossine e lasciare metaboliti infiammatori persistenti.
Enterosgel aiuta a legare questo “residuo tossico”, risultando particolarmente utile quando una persona si sente infiammata e intossicata dopo una terapia antibiotica.
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