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Vitamine B: Il Codice Metabolico della Tua Energia

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Ogni cellula, ogni impulso nervoso, ogni molecola di energia che produciamo richiede la presenza discreta ma indispensabile di queste otto vitamine: B1, B2, B3, B5, B6, B7, B9 e B12.

Non sono nutrienti accumulabili negli anni, né creano riserve che durano mesi: al contrario, si dissolvono velocemente, vengono utilizzate in tempo reale e devono essere reintegrate ogni giorno.

Questo le rende uniche e, per certi versi, vulnerabili.

Sono estremamente sensibili al calore, alla cottura lunga, all’alcol, allo stress ossidativo, ai cibi raffinati. Basta poco tempo di alimentazione insufficiente per iniziare a percepire una sorta di spegnimento interno: la vitalità scende, la mente si offusca, l’umore si incupisce, i muscoli diventano più deboli, la digestione rallenta.
Il corpo ce lo comunica in mille modi, spesso sottili, ma tutti riconducibili allo stesso punto: manca carburante metabolico.

Le vitamine del gruppo B sono infatti il cuore degli ingranaggi che trasformano ciò che mangiamo in energia utilizzabile. Intervengono nella respirazione cellulare, nell’attività dei mitocondri, nella trasmissione nervosa, nella produzione di neurotrasmettitori, nella sintesi del DNA, nella regolazione degli ormoni dello stress e persino nell’equilibrio dell’umore.

Ogni volta che un enzima “si accende”, dietro c’è quasi sempre una vitamina B che funge da cofattore.

Eppure, proprio per questa loro importanza, quando mancano l’organismo entra in una zona di rischio rapido. A differenza di altre vitamine liposolubili (A, D, E, K), che possono essere immagazzinate nel fegato o nel tessuto adiposo, le vitamine B scorrono e se ne vanno perchè sono idrosolubili.
Non restano, non aspettano, non compensano a lungo: se non arrivano dall’esterno, la fisiologia rallenta.

🧬 Il Corpo Senza Vitamine B: Cosa Succede Davvero 

La carenza non si presenta sempre in modo identico, perché ogni vitamina del gruppo B ha un compito preciso.
Quando manca B1 (tiamina), ad esempio, si inceppa il sistema che gestisce la produzione di energia nei neuroni: compaiono confusione, diminuzione della coordinazione, perdita di memoria e, nei casi più gravi, quadri neurologici come la sindrome di Wernicke-Korsakoff.

La mancanza di B2 (riboflavina) compromette la salute della pelle e delle mucose: labbra fissurate, pelle irritata, affaticamento persistente, occhi sensibili alla luce.

Con B3 (niacina) insufficiente, il corpo perde la capacità di mantenere in equilibrio il metabolismo energetico e la riparazione del DNA. Il risultato è la pellagra, la malattia delle “tre D”: dermatite, diarrea, demenza.

La carenza di B6 (piridossina) altera la produzione dei neurotrasmettitori che regolano l’umore e la qualità del sonno. In adulti e anziani si manifesta con depressione, irritabilità, anemia, difficoltà cognitive. Nei bambini piccoli, addirittura con crisi convulsive.

La mancanza di B12 e folati porta a stanchezza estrema, anemia megaloblastica, formicolii, problemi di memoria, difficoltà di concentrazione e danni neurologici che, se ignorati troppo a lungo, diventano irreversibili.

Non sono sintomi “psicologici”, né disturbi vaghi: sono segnali biologici che raccontano un corpo che non riesce più a sostenere le sue funzioni di base.

🌍 Perché il Mondo Moderno Ci Rende Più Carenti

Uno degli aspetti più sorprendenti è che spesso non è la dieta in sé a mancare, ma è il modo moderno di vivere a “rubare” le vitamine B.

L’alcol riduce drasticamente l’assorbimento della tiamina (B1).
Le farine raffinate perdono quasi completamente riboflavina e folati.
La cottura lunga distrugge fino al 70% di B1 e B6.
Molti farmaci di uso comune, come metformina e inibitori della pompa protonica, bloccano l’assorbimento della vitamina B12.

Il risultato è una società che consuma abbastanza calorie ma non abbastanza nutrienti attivi. È possibile avere una dieta apparentemente equilibrata e ritrovarsi comunque con bassi livelli di vitamine del gruppo B.

Anche lo stress cronico ne aumenta il consumo, perché ogni reazione allo stress utilizza cofattori vitaminici per la produzione di adrenalina, noradrenalina e dopamina. Quando le richieste aumentano, i rifornimenti si esauriscono più rapidamente.

🧠 Le Vitamine B Come Regolatrici dell’Energia Mentale ed Emotiva

Uno degli aspetti più affascinanti del complesso B è il suo legame con la mente. Queste vitamine non si limitano a fornire energia fisica: sono profondamente legate all’energia mentale.

La B6, ad esempio, serve per sintetizzare serotonina, dopamina e GABA.
La B9 e la B12 partecipano alla metilazione, un processo che regola l’umore, l’attenzione, la memoria e persino la qualità del sonno.
La B1 mantiene attivi i circuiti neuronali che governano la coordinazione, i riflessi, la lucidità mentale.

Quando vengono a mancare, la mente è la prima a spegnersi.
La nebbia mentale, la stanchezza inspiegabile, la difficoltà a concentrarsi, la perdita di motivazione, l’irritabilità improvvisa non sono semplici stati emotivi, ma segnali metabolici: il cervello è affamato di cofattori che non riceve.

⚖️ Il Paradosso dell’Eccesso: Perché il Troppo Non Fa Bene

In un mondo in cui molti temono le carenze, pochi riflettono sugli eccessi. Ma anche qui la regola è la stessa: equilibrio.

Un eccesso di folati sintetici (acido folico), ad esempio, può mascherare una carenza di vitamina B12, spingendo il sistema nervoso verso danni silenziosi. Alte dosi di niacina causano arrossamenti, irritazioni, problemi epatici. Megadosi di vitamina B6, come documentato in casi clinici, hanno generato danni permanenti ai nervi periferici.

Il complesso B funziona come un’orchestra: aggiungere un solo strumento alla massima intensità rompe l’armonia. La saggezza sta nella sincronia, nella varietà, nella costanza, quindi consiglio sempre di assumere un complesso di vitamine B, o ancora meglio, un alimentazione che le contenga tutte in forma biodisponibile.

🔁 Perché la Reintegrazione Quotidiana è Fondamentale

Tutto converge in un messaggio semplice ma essenziale: le vitamine del gruppo B non sono un sostegno una tantum. Sono un flusso quotidiano, un nutrimento giornaliero, un’energia che va rinnovata ad ogni ciclo metabolico.

La loro forza non sta nei megadosaggi, ma nella stabilità.
Non servono “picchi”, servono basi solide.
Non servono integratori presi a caso, serve coerenza.

Le vitamine B sono il ponte tra il cibo e l’energia, tra la respirazione cellulare e la lucidità mentale, tra il metabolismo e l’equilibrio emotivo. Quando sono presenti, tutto funziona con una fluidità quasi invisibile. Quando mancano, l’intero organismo ne risente in modo profondo e diffuso.

🔥 Vitamina B5: Il Motore Nascosto del Metabolismo, dell’Energia e degli Ormoni

Tra tutte le vitamine del gruppo B, la vitamina B5 (acido pantotenico) è forse la più sottovalutata.

È presente in quasi tutti i cibi, è rara da trovare in forma carente nelle analisi standard e per questo la maggior parte delle persone la considera una vitamina “minore”. In realtà è l’esatto opposto: la B5 è una delle chiavi metaboliche più importanti dell’intero organismo, la porta d’ingresso che permette ai nutrienti di trasformarsi in energia, ormoni, neurotrasmettitori, enzimi e molecole vitali per la sopravvivenza cellulare.

La sua funzione principale è quella di trasformarsi in Coenzima A (CoA), una molecola che sta al centro di quasi tutte le reazioni metaboliche.

Se CoA è basso, il metabolismo rallenta.
Se CoA è abbondante, tutto accelera: energia più stabile, migliore ossidazione dei grassi, maggiore resistenza allo stress, ormoni più equilibrati, libido più forte, pelle più sana, recupero più rapido.

Eppure la sua produzione non è semplice. L’acido pantotenico deve attraversare un percorso di cinque passaggi biochimici, ognuno dei quali richiede energia e cofattori specifici. Questo significa che, nonostante l’apporto alimentare sia generalmente sufficiente, il corpo può trovarsi in insufficienza funzionale: una condizione in cui la vitamina c’è, ma non viene trasformata in quantità adeguate nel suo derivato attivo, il CoA.

È una carenza subclinica, spesso invisibile, ma che può influenzare pesantemente l’energia, l’umore, la produzione ormonale, la detossificazione epatica e la resilienza allo stress.

Coenzima A: il crocevia dell’energia cellulare

Il Coenzima A è una sorta di “punto di snodo” del metabolismo. Tutto converge lì: carboidrati, grassi e proteine devono trasformarsi in acetil-CoA per alimentare il ciclo di Krebs e, da lì, la produzione di ATP.

Senza una quantità adeguata di B5, questo passaggio non avviene con efficienza. Il risultato è un corpo che brucia male i grassi, che accumula trigliceridi, che produce meno energia e che fatica a recuperare dopo sforzi fisici o periodi di stress.

La carenza di CoA può manifestarsi anche in modo insidioso: fatica inspiegabile, difficoltà di concentrazione, tendenza all’ipoglicemia o a oscillazioni della glicemia, ridotta tolleranza allo sforzo, forme di “metabolismo lento” che non dipendono da calorie o allenamento.

In condizioni di insufficienza più marcata, il corpo non ossida correttamente gli acidi grassi. Si formano meno chetoni (o, in alcuni casi, si formano in modo anomalo), si accumulano intermedi tossici e aumenta il rapporto lattato/pyruvato.

È un metabolismo che procede a metà, come un motore che gira ma non ignita completamente.

🔓 Pantetina: la forma che bypassa i limiti della B5

Qui entra in gioco un protagonista poco conosciuto ma estremamente efficace: la pantetina, la forma attiva e più biodisponibile della B5.

Mentre l’acido pantotenico deve attraversare vari passaggi per diventare CoA, la pantetina salta direttamente i due passaggi più lenti, entrando quasi subito nella via metabolica come panteteina e quindi CoA.

Il risultato è un aumento più rapido, più profondo e più stabile del pool di CoA nei tessuti. Alcuni studi hanno mostrato che la pantetina può essere fino a cinque volte più efficace dell’acido pantotenico nel sostenere la produzione di CoA.

Questo la rende preziosa quando:

  • lo stress è alto e il consumo di B5 aumenta;

  • c’è un’intensa attività fisica o mentale;

  • c’è infiammazione cronica, infezioni latenti o carico tossinico;

  • la dieta è povera o la digestione è inefficiente;

  • l’organismo è impegnato nella riparazione tissutale o in stati di malattia;

  • ci sono richieste metaboliche particolari, come gravidanza o allattamento.

In queste condizioni, la pantetina diventa la forma ideale per supportare il metabolismo in velocità.

💥 La vitamina B5 e la produzione di ormoni sessuali e surrenali

Tutte le principali molecole ormonali prodotte dal corpo umano — testosterone, progesterone, estrogeni, DHEA e cortisolo — dipendono da reazioni che utilizzano CoA. La steroidogenesi è un processo altamente energivoro: se l’energia mitocondriale è bassa, gli ormoni precipitano.

Uno studio sugli animali è particolarmente illuminante: privare i ratti di vitamina B5 ha ridotto i livelli di testosterone di circa il 50% senza alcuna variazione di LH e FSH.
Questo dettaglio è fondamentale: non è la comunicazione ipotalamo-ipofisaria ad essere alterata, ma la capacità delle cellule di produrre l’ormone a partire dal colesterolo.

È una forma di “ipoandrogenismo energetico”: l’ormone non viene sintetizzato perché mancano i cofattori per attivare e completare la via biosintetica.

Lo stesso vale per il cortisolo: quando la B5 è insufficiente, le surrenali diventano meno reattive all’ACTH, la resistenza allo stress diminuisce e compaiono forme di stanchezza profonda, perdita di entusiasmo, anedonia.

Non a caso la vitamina B5, nei primi studi, veniva definita “la vitamina antistress”.

💪 Energia, resistenza alla fame e uso dei grassi

Una delle scoperte più affascinanti sulla B5 riguarda la relazione tra CoA, ketogenesi e gestione della fame.
In condizioni normali, quando il corpo produce acetoacetato, rilascia anche molecole di CoA. Questo succede soprattutto in carenza energetica. Ma quando le riserve di CoA sono abbondanti, il corpo non ha bisogno di produrre molti chetoni.

Studi storici mostrano che somministrare alte dosi di acido pantotenico durante una dieta ipocalorica estrema (1000 kcal) impediva la formazione di chetoni e, sorprendentemente, riduceva drasticamente la fame, la stanchezza e la debolezza muscolare.
L’ipotesi è che, con CoA sufficiente, il corpo utilizzi i grassi per produrre energia in modo completo e pulito, senza “deviare” verso la produzione di chetoni come strategia di emergenza.

Questo spiega perché la B5 è fondamentale per:

  • avere energia stabile anche in deficit calorico,

  • migliorare la flessibilità metabolica,

  • evitare cali di zuccheri improvvisi,

  • sostenere la performance atletica,

  • ridurre la sensazione compulsiva di fame.

È una vitamina che allinea il metabolismo ai bisogni reali del corpo, evitando sbalzi estremi.

💧 Pelle, capelli, unghie e la sua azione sul sebo

La forma cosmetica della B5, il pantenolo, è usata da decenni per migliorare la barriera cutanea e idratare la pelle. Ma è la vitamina B5 interna a influenzare profondamente la salute della pelle, in particolare attraverso la regolazione del sebo.

Quando il CoA è insufficiente, le cellule della pelle non riescono a degradare correttamente gli acidi grassi. Questo porta a un accumulo di lipidi nelle ghiandole sebacee, aumentando la lucidità, l’infiammazione e la tendenza all’acne.

Diverse ricerche mostrano che alte dosi di acido pantotenico possono ridurre significativamente le lesioni acneiche in poche settimane, proprio grazie alla sua azione nel metabolismo lipidico e nella risposta infiammatoria.

🩹 Guarigione dei tessuti e riparazione cellulare

La B5 accelera la ricostruzione dei tessuti grazie alla sua capacità di stimolare fibroblasti, collagene e riparazione epiteliale.

  

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